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Buona Lettura

Questa volta proponiamo un libro per bambini che anche i grandi, credo, possono apprezzare: la storia di Django Reinhardt, sinto manouche, uno dei più grandi chitarristi jazz. La storia è raccontata attraverso le illustrazioni di Frans Haacken. Artista dal tratto ironico e capace di effetti sorprendenti. Le ottiene con l’uso delle diverse tecniche che danno al suo stile un’identità inconfondibile, aveva il suo atelier sui tetti di Berlino che era un punto di incontro di artisti. Oltre all’illustrazione di libri per bambini – da segnalare l’illustrazione di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e soprattutto di Pierino e il lupo di Sergej Prokofiew - coltiva esperimenti nella cinematografia e dal 1949 inizia la lunga collaborazione con Bertolt Brecht.

La storia di Django arriva alla sua ultima opera: vedrà la luce nell’estate del 1979, sei mesi dopo la sua morte.

Django nasce nella roulotte di famiglia a Liberchies, in Belgio, la madre è Laurence Reinhart detta Négros, il padre è Jean-Baptiste Eugène Weiss, entrambi sono sinti manouche originari dell'Alsazia.

Dopo un lungo girovagare in Europa e in Nord-Africa, la sua carovana si ferma alla periferia di Parigi. Quando ha diciotto anni la roulotte di famiglia viene divorata da un incendio. Django riporta gravi ustioni, tanto da perdere l'uso della gamba destra e di parte della mano sinistra: l'anulare e il mignolo rimangono saldati insieme. Django rifiuta l'amputazione della mano sinistra e del piede destro e passa la lunga convalescenza a inventare una tecnica che gli consenta di suonare la chitarra con l'uso di sole due dita, l’indice e il medio.

Questo incidente ha cambiato la sua vita e la storia stessa della chitarra jazz. Infatti, Django nonostante le dita atrofizzate, o forse proprio grazie a queste, sviluppa una tecnica chitarristica rivoluzionaria. Lo stile di Django, geniale ed innovativo, miscela la poesia Manouche alle sonorità più moderne, producendo una delle pagine più originali del jazz.

Django è un testimone della profondità, ricchezza e articolazione della cultura musicale del popolo romanì. Come tanti grandi musicisti zigani Django era un genio analfabeta: non sapeva scrivere né leggere uno spartito. Per questo aveva chiesto a Stéphane Grappelli, il violinista del suo famoso Le Quintette du Hot Club de France di insegnargli a scrivere il suo nome per firmare gli autografi e si racconta che un giorno, mentre giocano a carte, Django chiede a Grappelli: "Cos'è una scala?".

Una storia di uno “zingaro” che con la sua musica ha entusiasmato tutto il mondo e che ancora oggi è indimenticato e rende onore al popolo dei Rom e dei Sinti.


Frans Hacken

Django

Una storia per immagini

Edizioni UPRE ROMA


e… buon ascolto:

https://www.youtube.com/watch?v=ceqeR49t7I4



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