Cerca
  • Movimento Kethane

Caro Raymond, non ti dico addio

Caro Raymond, sono qui seduta a pensare ad un modo per renderti omaggio. Non mi viene facile e le parole sono ferme in una stazione abbandonata e non sono pronta, perché non mi aspettavo questo blocco.

Dunque penso ai nostri incontri, alle nostre chiacchierate e a quello che mi hai insegnato e la cosa più spontanea che riesco a fare è scriverti una lettera, come tu fossi qui ora.

Ti chiederei come facevo ogni volta che t’incontravo “comment ça va?” e la tua solita risposta “Tres bien”.

Spero che ovunque ti trovi ora, ti stia riprendendo tutto ciò che la vita terrena ti ha tolto.

La libertà, la famiglia, l’identità. Per te che hai vissuto sulla pelle gli orrori e la crudeltà del nazismo e che hai visto con i tuoi occhi da così vicino lo sterminio del tuo popolo.

Per te che sei fuggito ed hai trovato poi il coraggio di raccontare, ricordare, condividere.

Io ricordo tutto di te Raymond, le tue guance rientrate, le tue rughe, segni di una vita sofferta ma vissuta, il tuo accento francese, le tue canzoni, i tuoi piccoli balli con cui allietavi le sere dopo le grandi giornate di workshop.

Vorrei che queste parole facessero un salto alto come quello di un acrobata e che ti arrivassero dritte in una giornata d’estate profumata.

Raymond tu ci hai lasciati, ma l’eredità umana e storica è rimasta qui e la conserveremo per sempre.

Ho avuto la fortuna di incontrarti e più di una volta.

Ricordi?

Dividevano i gruppi di lavoro ed io ero sempre con te, che magnifico onore.

Ho sentito la sua storia, ho giocato con te e abbiamo progettato insieme un futuro migliore. Abbiamo visitato i campi di Auschwitz e Birkenau fianco a fianco ed ogni volta non potevo fare a meno di vedere nei tuoi occhi tutta la sofferenza di una vita distrutta.

Ricordo che quando poggiavo la mano sulla tua spalla come a volerti consolare da un’esperienza inconsolabile, tu stendevi le labbra in un piccolo sorriso, quasi a voler dire: non preoccupatevi, ora sto bene.

Ricordo cogliere ogni momento per raccontare aneddoti meravigliosi sulla tua incredibile esistenza che rapivano, incantavano e mi facevano perdere tanto quanto le storie così tristi e profonde che lasciavano il segno.

Raymond, tu dici sempre: “Non lasciare mai la tua vita e la tua felicità nelle mani di qualcun’altro”.

Dici che la libertà è la più grande forma di felicità e che sta a noi portare in alto e con orgoglio le sofferenze di un popolo perseguitato e accendere “la luce a cui tu avevi dato fiamma”.

Non c’è un modo semplice di salutarti Raymond, di dirti addio. Perciò non lo farò.

Continuerò a dare il meglio di me stessa e saprai che sei stato anche tu ad accendere quella luce dentro di me.

Oh, se vedessi Raymond quanti ti ricordano e prendono forza da te. Se guardassi come ci hai riunito nel tuo ricordo, se sapessi quanta volontà c’è nel mio cuore.

Ma lo sai, piccolo acrobata, che qui sarai eterno.

Questa è la mia lettera del non addio, quella che non ti ho scritto ma che ti ho detto con gli occhi e con le parole ogni anno che ti ho visto.

Dunque ciao amico mio, buon viaggio. Questo sarà il più bello.

Avec affection.

(Deborah Cieri)

Raymond Gurême è morto il 25 Maggio scorso all’età di 95 anni. Nel numero 2 della nostra Newsletter, uscito il 25 Aprile scorso, avevamo presentato il suo libro Il piccolo acrobata, edizioni PIEMME, una lettura che vi riconsigliamo vivamente.

214 visualizzazioni
KETHANE

+39  389 162 7828

 

Viale Ungheria 26

20138 Milano

 

info@kethane.org

seguici sui social: