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Domani saremo migliori

Ieri. Ieri avevo i miei “abbonati”. Li chiamo così i senzatetto che vivono nei dintorni di casa mia. C'è Il Professore che scrive strane formule matematiche su pezzetti di carta stracciata, c'è Il Pirata dai tratti asiatici che incide la parola “Man” sui muri con tratto sottile, quasi invisibile come il suo sguardo, c'è Baba il bulgaro che chiede sempre l'aumento, mi chiama nonno anche se ha la mia età se non di più.

Il Professore non accetta banconote, solo monetine. Mi spiegava le sue formule incomprensibili mostrandomele sui pezzetti di carta. Il Pirata non vuole soldi, una sigaretta e a volte, una bottiglia di birra. Mi regalava il suo sguardo rendendolo visibile. Baba chiede l'aumento, ma io non glielo davo. Ieri, con qualche spicciolo, sigaretta o bottiglia di birra mi accaparravo un po' di umanità. A basso costo.

Ieri se non li incontravo ero io a cercarli, curioso delle storie che mai mi avrebbero potuto raccontare. Oggi. Oggi se riesco li evito. Se non ci riesco allungo una moneta al Professore porgendogliela con i guanti di gomma. Offro la sigaretta al Pirata che però non mi regala il suo sguardo, non può il mio volto è coperto dalla mascherina. Do finalmente l'aumento a Baba ché non si avvicini troppo per insistere.

Oggi non sono curioso di storie non raccontate. Oggi ho paura. Paura del contagio. Paura dell'umanità, anche di quella da pochi spiccioli. Ho paura del Professore, del Pirata, di Baba. Esco poco di casa, sono ligio alle regole, quando esco spero di non incontrarli. Faccio finta che non mi manchino. Non ci penso. Ho paura di pensarci. Certo, domani saremo migliori. Ma io oggi sono peggiore. Peggiore di ieri.

(Vauro Senesi)

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