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La giostra patrimonio dell'umanità

Ho saputo in queste settimane che c’è un gran bisogno di dare una mano ai giostrai e a coloro che lavorano nei luna park veramente messi a terra dal coronavirus. Ho anche scoperto che non tutti amano farsi chiamare giostrai. Sono “lavoratori dello spettacolo viaggiante”. Giostrai però è una bellissima parola. E Giostra ancora di più.

In verità non tutte le giostre hanno le capacità di quella di Mary Poppins, in cui si entra saltando nel disegno fatto con i gessetti sul marciapiede. Nella famosa storia, la governante Julie Andrews, i due bambini, James e Michael, e Ben lo spazzacamino, sono in giostra su bellissimi cavalli. Ma poi, naturalmente, i cavalli della giostra continuano la corsa nel parco fino a raggiungere un ippodromo e vincere la gara.

Forza della poesia che tutti vivono con i loro bambini.

Fino agli anni Sessanta nella storica Villa Sciarra, a Roma, tra gli alberi c’era ancora una giostrina di legno piccolissima fatta girare a mano, poco più che lentamente, da un simpatico vecchietto.

Ognuno ha almeno una sua giostra. La mia è quella meravigliosa del Central Park. Un merry-go-round magico perché ci sono stato sopra nel 1980 con le nostre tre bambine.

Quella originale, del 1871, era su una piattaforma rialzata perché, sotto, la facevano girare dei muli addestrati a muoversi o fermarsi con una pedata su una tavoletta di legno. Ora siamo alla quarta, dopo almeno due incendi, nel 1924 e nel 1950. E forse non è nemmeno più la stessa che ho visto perché il monumento girevole è anche finito nelle brutte mani di Donald Trump come propaganda elettorale.

Mi piace invece, e molto, il fatto che il Carousel del Central Park sia citato ne “Il giovane Holden” di Salinger, pubblicato nel 1951:

“Continuavamo ad avvicinarsi alla giostra e già si cominciava a sentire quella musichetta saltellante che suonano sempre. Stavano sonando Oh Marie! Sonavano quella stessa canzone da una cinquantina d’anni, da quando ero piccolo io. Ecco l’unica cosa simpatica delle giostre, suonano sempre le stesse canzonette”

“Allora la giostra si mise in moto e io guardai Phoebe che girava, girava. Sopra c’erano solo altri cinque o sei ragazzini e la canzone che stavano suonando era Smoke gets in your eyes. La suonavano in modo molto buffo, come se fosse jazz. Tutti i bambini si sforzavano di afferrare l’anello d’oro, anche la vecchia Phoebe, e io avevo un po’ paura che cadesse da quel maledetto cavallo, però non dissi e non feci niente. Il fatto coi bambini, è che se vogliono afferrare l’anello d’oro, uno deve lasciarli fare senza dire niente. Se cadono, amen, ma è un guaio se gli dite qualcosa”.

I critici danno grande importanza a questo incontro di Holden e la sorellina Phoebe ormai “vecchia” con il merry-go-round. Fanno notare che la scena è alla fine del libro. I bambini e la giostra sono insomma un simbolo forte. Da tenere bene in mente per la libertà e la creatività tra i sapere più solidi di una società.

Lo spirito della giostra è la chiave de “Il giovane Holden”? In una edizione americana il cavallo è in copertina.

L’intrusione imprevedibile e sconcertante del Coronavirus ha messo tutta la comunità davanti a valori primari, a cominciare dalla più drammatica: la vita accanto alla morte. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di rifletterci, ma la schiera dei consapevoli si è molto allargata, non solo tra quelli con più di sessant’anni.

Improvvisamente tutti hanno incominciato a vedere i beni essenziali, l’acqua, l’aria, il pane, la casa dove rifugiarsi dal contagio, esattamente come nel medioevo. Salvarsi tutti insieme è venuto naturale. E’ stato molto più facile vedere (e aiutare davvero) anche i braccianti, neri e bianchi, che valevano come un pomodoro. E le badanti. E perfino gli ultimi dei lavori informali, pure nei campi rom. Poco spazio per i creatori e propagandisti delle paure. La paura c’è già, vera. E bisogna rimuoverla con i fatti.

Ora si tratta di mettere ordine in uno stato d’animo e tradurlo in autentica coesione sociale su tutti i fronti. Il virus passerà. E bisognerà rivedere molte cose. Quello che si è fatto nell’urgenza al suono delle sirene potrà, penso dovrà, prendere corpo. Gli ”ultimi” sono da tutelare, nella dignità e nei loro condizioni materiali.

E’ un po’ come se dovessimo caricare in un’arca le cose che valgono, portarle con noi al di là di un mondo che si è rivelato in questi mesi non vivibile. Penso allo Statuto dei lavoratori da estendere a tutti, come ha detto Landini, al riconoscimento ufficiale della minoranza rom e sinti. Penso alla scuola che ha bisogno di più spazi didattici nelle città togliendolo alle automobili come peraltro in 50 istituti a Milano è stato già fatto qualche anno fa, a partire dale elementary di via Muzio. Penso al ripristino della sanità con i medici di base sul territorio. Penso all’eguaglianza concreta dei punti di partenza per tutti i bambini in Europa.

E penso anche alla barca affondata nel Canale di Sicilia il 18 aprile 2015 con 700 migranti, tirata su e portata l’anno scorso alla Biennale di Venezia (ma lasciata lì, senza un cartello di racconto, per non far arrabbiare troppo qualcuno).

Ho proposto per questo ragionare di chiedere che la Giostra (il Merry-go-round ) diventi patrimonio immateriale dell’umanita’. Ho scritto al presidente di Unesco Italia . Ha risposto che l’idea gli piace. Insomma vediamo. La poesia sociale ha più spazio.

L'Unesco ha fino ad oggi riconosciuto come Patrimonio immateriale 549 elementi in 127 paesi del mondo.

Gli elementi culturali italiani iscritti nella Lista sono dodici:

- 2008 Opera dei Pupi siciliani;

- 2008 Canto a tenore sardo;

- 2012 Saper fare liutario di Cremona;

- 2013 Dieta mediterranea, elemento “transnazionale” (comprendente oltre all’Italia anche Cipro, Croazia, Grecia, Marocco, Spagna e Portogallo);

- 2013 Feste delle Grandi macchine a spalla (La Festa dei gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo);

- 2014 Vite ad alberello di Pantelleria

2016 Falconeria (elemento transnazionale comprendente, oltre all'Italia, Emirati arabi, Austria, Belgio, Repubblica ceca, Francia, Germania, Ungheria, Kazakhistan, Repubblica di Corea, Mongolia, Marocco, Pakistan, Portogallo, Qatar, Arabia saudita, Spagna, Repubblica araba siriana).

- 2017 L'Arte del "pizzaiuolo" napoletano

- 2018 L'Arte dei muretti a secco, (elemento transnazionale comprendente, oltre all'Italia, Croazia, Cipro, Francia, Slovenia, Spagna e Svizzera)

- 2019 Perdonanza celestiniana

- 2019 Alpinismo , (elemento transnazionale comprendente Italia, Francia e Svizzera)

- 2019 Transumanza (elemento transnazionale comprendente Italia, Austria e Grecia)

Sarebbe molto bello se anche la Giostra avesse il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità.

Le procedure per un riconoscimento come patrimonio Unesco sono lunghe.

Ma se fin da ora rendiamo pubblica una richiesta ufficiale di Kethane alla presidenza di Unesco Italia, possiamo già sollecitare l’attenzione delle persone verso un elemento così autentico di poesia nelle comunità. La Giostra insomma aiuterà i giostrai. Ma non solo loro.

(Raffaele Fiengo)

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