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Moira Orfei, la signora del circo

“Sono la signora del circo e se mi chiamano zingara, beh, per me è un complimento”.

Aveva un’acconciatura importante raramente era struccata ed emanava un profumo tutto suo. Avevo solo 8 anni quando entrai nella sua carovana incredibilmente bella e lussuosa. Se ci penso mi ricorda una bambola di porcellana quella carovana. Le tende di chiffon tutte increspate i divani damascati e lei che si abbinava perfettamente a ciò che la circondava, la cosa che mi è più rimasta impressa di quel incontro era la sua semplicità e accoglienza, parlava con mia madre come se fosse una sua nipote e faceva complimenti a me e mia sorella come se fossimo suoi nipoti. Era come se da subito avesse sentito che appartenevamo ad una sola famiglia, un solo popolo.

Miranda "Moira" Orfei è nata a Codroipo, in provincia di Udine, da una famiglia di remote origini Sinti, dedita all'arte circense da diverse generazioni: il padre Riccardo Orfei era conosciuto come Clown Bigolon (dalla prestanza fisica e altezza imponenti, 1,90 m per 120 kg), la madre si chiamava Violetta Arata. Aveva due fratelli: Paolo (1933) era giocoliere e acrobata di gran successo, mentre Mauro (1941), abile acrobata alle biciclette.

Già all'età di 6 anni è diventata insieme alle giovani cugine Liana Orfei e Graziella Orfei una delle principali attrazioni. Con il tempo Moira è diventata il simbolo stesso del circo in Italia, portando con la forza e l'aiuto della famiglia il circo Orfei ad essere conosciuto ed apprezzato anche nel mondo. Il Circo di Moira Orfei vero e proprio è stato fondato nel 1960 e Moira ne ha calcato le scene come cavallerizza, trapezista, acrobata, domatrice di elefanti e addestratrice di colombe. La sua immagine kitsch, specchio della sua personalità eccentrica ed esuberante, le fu consigliata da Dino De Laurentiis, che le suggerì anche di cambiare nome. Inizialmente infatti doveva essere semplicemente Mora per via della sua carnagione e soprattutto degli occhi scuri e della chioma corvina, ma venne aggiunta una i per farlo diventare più esotico.

Da allora il volto di Moira è diventato come un'effigie dalle caratteristiche immutate: trucco pesante con occhi cerchiati dall'eyeliner, rossetto brillante, un neo accentuato sopra il labbro, capelli raccolti a mo' di turbante. Tappezzando di cartelloni con la sua foto le città nelle quali si ferma il suo circo, è diventata uno dei volti più riconosciuti in Italia. Accanto ai trionfi sulla pedana del circo ha coltivato negli anni anche una seconda passione, nata quasi per caso, come attrice cinematografica, arrivando a interpretare una quarantina di film, dai peplum (le pellicole in spada e sandali) alle commedie (fra le quali molte di genere poliziottesco) ai film di autori più impegnati, come Pietro Germi in Signore & Signori. Fu lo stesso Germi a dirle una volta che se avesse studiato recitazione avrebbe potuto essere brava come Sophia Loren, sottolineando il naturale talento recitativo di Moira.

Negli anni Moira è diventata una vera e propria icona nel mondo dello spettacolo e del circo in Italia e in Europa, Infatti oggi se pensiamo al circo sicuramente nell’immaginario collettivo è la prima persona a cui pensiamo.

Nel 2000 è vittima di un grave incidente stradale, dal quale esce con una gamba e cinque costole rotte e nel 2006 purtroppo Moira durante uno spettacolo viene colta da un ictus celebrale, per questo poi non si è più esibita ma si è limitata a salutare il suo amato pubblico alla fine di ogni suo spettacolo.

Ricordo che ogni volta aspettavo che lei uscisse, il circo si riempiva di luci soffuse e la pista era padroneggiata da elefanti curatissimi, lei riusciva a rendere magico quel momento.

Purtroppo il 15 novembre del 2015 all’età di 83 anni è stata rinvenuta morta dai propri familiari all'interno della sua carovana a Brescia dove si trovava con il suo circo.

Questa donna ci ha lasciato un patrimonio artistico che ancora oggi la famiglia continua a coltivare. E ci ha lasciato anche un preciso incoraggiamento: se crediamo nei nostri sogni senza dimenticare le nostre radici riusciamo a realizzarli senza smarrire la nostra identità.

(Noell Maggini)



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