Cerca
  • Loris Panzeri

PROGETTO MILANO: LA ZIGANIA

Progetto Milano: ci avviciniamo alla campagna elettorale a Milano. Così, chi si propone di amministrare la città, ma anche chi, come privato cittadino vuol mettere le sue competenze in gioco, riflette su come dovrebbe essere un innovativo Progetto Milano. Il Sindaco Sala, uscente ma che si ripropone, dichiara che è finita l’epoca della Milano dell’expo, della moda, dell’immagine.

Senza rinnegare nulla, dice Sala, il nuovo modello sarà ecologico e sociale. Due parole che rischiano di essere ampliamente abusate e quindi perdere forza e carica innovativa. Ecologico, certo non vuol dire solo più verde, meno emissioni di gas, più biciclette etc. Sociale, poi è una parola che andrebbe proibita come parolaccia, se chi la pronuncia non spiega bene che cosa intenda. Sociale, ossia le società segrete, i poteri forti, le società esclusive, la società del bene, del buon vicinato, della correttezza, del politicamente corretto, dell’ordine, del controllo, della repressione, della definizione di società padrona e società dei perdenti.

I perdenti , ossia chi non ha sufficienti strumenti per essere produttivo alla grande, dovrebbe stare nelle periferie della città, se possibile appena appena decorose, non molto visibili per l’imbarazzante povertà. Oggetto di studio, di ricerca interdisciplinare e accademica per diagnosticare e capire come, gradatamente svuotare la periferia, intesa come status provvisorio, per eventualmente cooptare al Centro i meritevoli.

Centro, non solo urbanistico, ma di senso sociale, contro la periferia “hic sunt leones “. Benemeriti, naturalmente chi nelle Periferie mette cerotti .I cerotti, le cure palliative, le soluzioni salvifiche per alcuni, la carità “i poveri li avrete sempre tra voi“, fanno parte del nostro DNA cattolico, almeno io credo. Una sorta di “ballata dei pezzenti “. Va subito chiarito che non pensiamo a chi porta le pezze, cui non ci permetteremmo di dare una accezione negativa. La ballata riguarda chi le mette, le pezze agli altri, alle situazioni in degrado , a volte volutamente spinte verso il degrado. I pezzenti, quindi, siamo noi del terzo settore, che mettiamo pezze fondamentali, incisive, ma non risolutive. Un modello Milano, dovrebbe andare al di là delle società di mutuo soccorso, e proporre un modello di convivenza innovativo dove ognuno possa dare il meglio di sé secondo le sue possibilità e ricevere il massimo inerente i diritti fondamentali. Anche questo fa parte di un certo DNA, mi sembra.

Nell’interessante Convegno della Caritas Ambrosiana : “Housing first: tra occupazioni e regolarità, la casa per i Rom “. La dott.ssa Anna Cavallari parla di ZIGANIA, ossia di quella particolare forma di socialità nelle piazze delle case occupate dai Rom, dove gli stessi si incontrano, celebrano il loro CRIS, parlano, bevono, sporcano, disturbano gli inquilini. Si vede un sintomo, forse un malessere e non si ode il grido di una vitalità e socialità che supera tutte le barriere e si impone. La ZIGANIA ci sembra un valore, un racconto da mettere in primo piano nella formulazione di un Nuovo Progetto Milano. La Zigania, la Peruvania, la Fine del Ramadam-mania, etc. Anche la vitalità di chi vuole incontrarsi in ambiti “liberi, provocatori, antiistituzionali”.

Ogni città , ci sembra, necessita di luoghi di scambio free, non da tasse, tipo aeroporto, ma da convenzioni: il re è nudo. Se la città non trova questi luoghi, non li tollera, non li incentiva e comprende, vuol dire che interpreta un sintomo come malattia e non come fuoriuscita di vitalità che è un bene per tutti i cittadini. Si potrebbe iniziare con una mappa delle varie iniziative di socializzazione, sia quelle spontanee che quelle organizzate dalle associazioni, comitati etc. Una mappatura a supporto di mappe già esistenti delle attività sociali e culturali ufficiali, come teatri, sale, ritrovi, circoli etc. La mappa dopo una breve descrizione del dove e dei partecipanti e delle modalità di partecipazione dovrebbe sforzarsi di capire il valore, il senso profondo di quella modalità di incontro, anche se disturba la nostra quiete.

(Loris Panzeri)


43 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti