KETHANE - INSIEME

Rom e Sinti per l'Italia

CONTRO IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE

IN EVIDENZA

Black Lives Matter, Congressual Black Caucus , National Association for the Advancement of Colored People e tutti i membri delle comunità afroamericane negli Stati Uniti

 

Condividiamo il vostro dolore. Condividiamo la vostra sofferenza. Il nostro popolo, i rom e i sinti , sono brutalizzati e terrorizzati allo stesso modo qui in Europa. Proprio come la polizia di Minneapolis ha ucciso George Floyd, agenti nella Repubblica Ceca hanno ucciso un rom, Miroslav Demeter, quattro anni fa. Aveva 27 anni e il suo omicidio é rimasto impunito.

Oggi siamo con voi nella lotta globale contro l'ingiustizia, l'oppressione etnica, il razzismo istituzionale e la brutalità della polizia. Siamo uniti nella lotta contro i sistemi di potere razzisti che hanno oppresso il nostro popolo per secoli.

Condividiamo la vostra determinazione per la libertà e la giustizia. Ci opponiamo ai discriminatori, suprematisti bianchi, neonazisti, estremisti di destra e prepotenti in ogni modo possibile.

Marciamo al vostro fianco nella lotta per un futuro più luminoso per i nostri figli, nella speranza di società pacifiche, antirazziste e inclusive basate sul rispetto reciproco, sulla giustizia, sull'uguaglianza e sull'amore.

La vostra lotta è la nostra lotta.

  • Petrica Dulgheru, Direttore Esecutivo, Roma Entrepreneurship Development Initiative

  • Dijana Pavlovic, per il Movimento Kethane - Rom e Sinti per l’Italia

  • Elvis Shakjiri, Direttore Esecutico, Institute for research and policy analysis - ROMALITICO

  • Timea Junghaus, Direttore Esecutivo, European Roma Institute for Arts and Culture (ERIAC)

  • Open Society Roma Initiatives Office, Germania

  • Initiative AVAJA, Macedonia

  • Aresel, Romania

  • Opre Roma Srbija

  • Camelamos, Spagna

  • Roma Standing Conference, Bulgaria

Il 2 agosto non finisce mai

(di Dijana Pavlovic)

Oggi ho un groppo in gola, un boccone amaro, l’ennesimo, che proprio non riesce a scendere giù, a farsi digerire. Oggi, io faccio fatica a guardare mio figlio. Lo guardo, e il groppo si fa duro, soffoca, fa male, gratta e lacera. Oggi, come ogni anno cerco di raccontargli perché andiamo in un campo, a visitare un monumento al Porrajmos, cosa è successo il 2 Agosto del 1944, quando gli ultimi 4000 rom e sinti, donne vecchi e bambini, sono stati bruciati in una notte nei forni di Auschwitz-Birkenau.

Cerco di spiegare a un bambino di 11 anni perché è esistito Auschwitz, perché ci hanno odiato tanto, perché hanno ucciso più di mezzo milione di noi. “E successo tanto tempo fa mamma, non essere triste, adesso non può più succedere!” È vero, gli dico. Poi lo guardo, è un bellissimo bambino, sensibile e intelligente

. Si considera mezzo rom e mezzo italiano, e anche un po’ serbo perché la mia famiglia vive in Serbia.

L’altro giorno ha digitato il mio nome su Google e il primo articolo che ha visto era intitolato: “Aggredito il marito di Dijana Pavlovic perché marito di una zingara”....

Il Covid ha esasperato la difficoltà per rom e sinti di esercitare diritti fondamentali come lavoro, istruzione, casa. Questi nodi li potremo sciogliere solo con il contributo del mondo sociale e politico che vuole una società equa e giusta nella quale la minoranza rom e sinta venga riconosciuta e non più discriminata. Su questi temi il Movimento Kethane si rivolge al mondo rom e sinto e al mondo non rom, perché con interventi, contributi e progetti si costruisca il percorso per vivere insieme in pace e giustizia.

Cominciamo con questo contributo di Alberto Melis sul punto cruciale per le prospettive di tutte le comunità rom e sinte e uscito malconcio dal Covid: la scuola.

Chi vuole intervenire può scrivere a: info@kethane.org

Una giusta legge per riconoscere Rom e Sinti

(Mov. Kethane)

Perché aderire all’appello che trovate in calce per riconoscere la minoranza rom e sinta, riconoscere il suo sacrificio, riconoscere la dignità della sua storia, della sua cultura, riconoscere il suo diritto a far parte da pari a pari della società, in una convivenza pacifica che chiuda le ferite di una storia dolorosa.

In Italia rom e sinti sono circa 150.000, oltre la metà dei quali cittadini italiani, presenti sin dal 1400; un popolo che non ha una terra di riferimento, neppure l’India delle lontane origini, non ha rivendicazioni né fatto guerre per una patria, i suoi membri sono cittadini del luogo nel quale vivono e nel quale si riconoscono. In Italia costituiscono la più grande minoranza storico-linguistica ma è l’unica a non essere riconosciuta e rimane la più svantaggiata e stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari e gli interventi delle organizzazioni internazionali. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino lo sterminio razziale nazifascista e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali viene relegato...

Una scuola politica per Rom e Sinti

(a cura di Ass. Upre Roma)

I rapporti tra rom e sinti e società e sistema politico, nei suoi diversi livelli amministrativi, sono sempre stati caratterizzati da conflitti latenti ed espliciti e da un processo di esclusione della comunità rom e sinta sociale e politico. Anche in quei contesti locali in cui rom e sinti hanno dimostrato la loro capacità di auto-organizzazione, non sono considerati interlocutori affidabili, con conseguente dispersione delle loro capacità di auto-organizzazione.

A questo si aggiunge la crisi determinata dall’emergenza COVID-19. La crisi economica sarà pagata dalla parte più debole della società e ciò aumenterà i rischi di conflitti sociali e di razzismo con pesanti riflessi sulle condizioni socio-economiche già critiche della comunità rom alle prese con una forte pressione per soddisfare i bisogni urgenti e basilari (acqua, farmaci, cibo). La democrazia stessa sarà sottoposta a forti pressioni.

Giallo Milano

(di Loris Panzeri)

Il mio primo campo ROM è stato quello di Via S. Dionigi. Fantastico, tra l’acqua e le risaie, accanto all’antica abazia di Chiaravalle. Sono andato per i bambini, per giocare con loro, per capire come vivevano e quale era il segreto della loro felicità. Salivano in dieci e dieci sulla mia seicento e andavamo in un altro antico sito: Nosedo    accanto all’omonima chiesetta. Vi sfollarono mille anni fa i cittadini del  Ticinese scacciati dal Barbarossa, l’inceneritore. “ Brucia la città e invia nei campi!”, già eravamo nel Medio-evo. Il campo di S. Dionigi era il campo rom di cui aveva bisogno Milano. Luogo vivo, in mezzo a siti antichi e sacri. Ci fu li lì persino una santa eretica, tal Guglielma la Boema, fantastico! I grandi mi chiedevano soldi e i bambini si arrabbiavano, avevano capito il senso del nostro incontro. Li ho portati in Duomo con un flauto magico.

Buona Lettura

(di Paolo Cagna Ninchi)

Nell’autunno del 1819 Anton Jaroslaw Puchmayer, teologo e linguista boemo, incontra un gruppo di rom costretti a fermarsi nel territorio di Radniz per problemi di passaporti e li frequenta per 10 settimane appassionandosi alla loro lingua e alle loro vicende.

Nella Boemia della prima metà del XIX secolo convivevano in Boemia due gruppi romanì: i rom boemi, una popolazione nomade proveniente probabilmente dalla Slovacchia nel XVI secolo, che praticava il nomadismo nella buona stagione fornendo servizi diversi alla popolazione stanziale (commercio di cavalli, stagnai, artisti di strada) e i sinti, di più antico insediamento, provenienti dalla Germania, che vivevano nella parte della Boemia di lingua tedesca. Nella seconda metà del XIX secolo si aggiungeranno alcune famiglie di Kalderash, provenienti dalla Valacchia, un’altra popolazione nomade che viveva del lavoro dei metalli... 

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